THE TRIP SEZIONI DI LETTURE LA NEOLINGUA E LA MANIPOLAZIONE MENTALE DEL NWO


Come ben sapete ho pubblicato il libro "THE TRIP, UN VIAGGIO ALLA SCPERTA DEL SE".

Gli argomenti che tratto sono quelli che dicono essere di pertinenza dei "complottisti".
Questo termine mi fa veramente sorridere in quanto chi denuncia il lato oscuro di una realtà volutamente celata non dovrebbe essere considerato complottista! Al contrario chi ha nascosto avvenimenti storici divulgando verità parziali o, a volte fasulle, dovrebbe essere considerato complottista. Infatti  il significato del termine complottista è il seguente:

tendenza a vedere la presenza di un complotto, di trame segrete tessute da gruppi che operano dietro le quinte.

Alla luce di tale definizione  coloro che stanno divulgando avvenimenti tenuti nascosti non sono complottisti. Diversamente chi ha operato dietro le quinte è un complottista.

Nei capitoli 10, 11 e 12  affronto questo problema parlando del Tavistock e della manipolazione mentale.



Mentre l'uomo comune seguiva ciecamente ciò che gli veniva insegnato e indicato di sapere, c'erano persone che analizzavano l'atto del parlare compiendo studi molto approfonditi.
Così nacque la famosa teoria degli atti linguistici.

Non sto ora a descriverla minuziosamente perché ognuno può andare a cercarla e approfondire tutta la storia del "Spreec Acts", puntualizzo solo sulla parte che ho deciso di sottolineare perché aiuta a comprendere quel che sto dichiarando, ossia che tra la parola e l'atto non sempre esiste la verità. 

Padre della Teoria dell'atto linguistico  fu Austin (1962) e, successivamente, il suo allievo Searle (1973). Essi sostengono che il linguaggio sia un’azione e non solo per analogia: esso può produrre degli effetti unicamente attraverso l’utilizzo delle sue componenti, cioè i segni linguistici scritti o verbali. Spesso, infatti, le parole non descrivono un'azione ma servono a porla in essere, producendo delle conseguenze nella realtà.

In che modo un atto linguistico costruisce una realtà?

Con il "dire" si compie qualcosa, cioè, si producono degli effetti più o meno intenzionali su sentimenti, pensieri e azioni di chi parla o sente. Esso corrisponde agli effetti che l’azione mediata dal linguaggio ha sulla realtà e coincide con le conseguenze del dire qualcosa. 
Secondo la teoria degli atti linguistici non sono le parole in sé che compiono le azioni, ma il parlante che le sceglie e le pronuncia; chi parla, cioè, si impegna in ciò che dice. L’impegno, tuttavia, non può essere solo personale, ma deve venire adottato anche da altri, che siano un’unica o poche persone o l’intera società civile.


Non conta se ciò che viene detto sia vero o falso, ma le conseguenze che ciò è in grado di produrre: questo tipo di asserzione, in quanto atto linguistico, istituisce di fatto ciò di cui parla.

Analizzando il modello della comunicazione si nota che si basa su otto aspetti fondamentali:

  1. emittente, colui che invia il messaggio. Emittente viene dal latino e-mittere, cioè mandare fuori, inviare. In lingua italiana si dice anche mittente, trasmittente (cioè colui che trasmette un messaggio), codificatore (cioè colui che trasforma in segni il senso di ciò che vuole trasmettere).
  2. ricevente, colui che lo riceve. Ricevente viene dal latino recipere, cioè ricevere. In lingua italiana si dice anche destinatario (colui al quale è destinato un messaggio) o decodificatore (cioè colui che trasforma i segni in concetti).
  3. messaggio, il contenuto che si comunica. Messaggio (dal latino missum, "ciò che è stato inviato").
  4. referente, l'oggetto della comunicazione. L'oggetto cui il messaggio esplicitamente o implicitamente si riferisce
  5. codice, i segni con cui è formulato il messaggio. Insieme dei segni convenzionali con cui viene formulato un messaggio e deve essere conosciuto sia dall'emittente sia dal ricevente
  6. canale, il mezzo attraverso cui passa il messaggio;
  7. rumore. Ogni comunicazione può essere disturbata o addirittura impedita
  8. ridondanza. Ogni comunicazione può essere  può essere facilitata e rafforzata: è la ridondanza. (fonte: contro la grammatica italiana)
Walter Benjamin asseriva che nella lingua vi è l’essenza spirituale dell’uomo, ossia, l’uomo comunica la sua propria essenza spirituale nella sua lingua, le parole, oltre alla gestualità. Queste parole  rappresentano la forza motrice, l'energia vitale, che entra in contatto con quella degli altri. 
La lingua è il principale strumento comunicativo, perché “tutto è lingua”, anche l’arte, la musica, l’immagine…
Orwell in 1984 parlava dei principi della Neolingua, Newspeak, ossia "nuovo parlare".
Fine specifico della neolingua non è solo quello di fornire, a beneficio degli adepti del Socing, un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Una volta che la neolingua fosse stata radicata nella popolazione e la vecchia lingua (archelingua) completamente dimenticata, ogni pensiero eretico (cioè contrario ai princìpi del partito) sarebbe divenuto letteralmente impossibile, almeno per quanto attiene a quelle forme speculative che derivano dalle parole. 

La neolingua” avviene con la manipolazione linguistica ed è strategica per il regime che dovrà essere instaurato, il NWO.

La neolingua è un fenomeno attuale e serve per uniformare il pensiero. I significati delle parole sono predefiniti e cambiano solo quando lo vuole il potere. 
La neolingua è o una lingua massificata che elimina le particolarità locali, è una lingua che tende a spersonalizzare, a non far capire la propria provenienza; oppure una lingua d’élite, di una cerchia ristretta d’intellettuali, quella che in Italia s’è voluta far passare come lingua nazionale, usandola per discriminare chi non la possedeva, e ancora oggi in tutte le scuole la prova scritta d’italiano fa testo su ogni altra prova. Da noi la mediazione tra alto e basso è stata compiuta soprattutto dalla televisione, che però ha uniformato il parlato verso il basso (alla faccia dei fiorentini!), come già aveva capito Pasolini, intuendo che l’italiano non sarebbe stato più di derivazione fiorentina, ma milanese, che è lingua necessitante di una maggiore standardizzazione, essendo espressione del ceto borghese per eccellenza, quello industriale.
In tutte le dittature, siano esse esplicite o mascherate, come in molte democrazie, Lingue troppo complicate nel lessico, nella sintassi, nella grammatica e anche nella grafia, sono destinate, in un sistema sociale mondiale basato sul profitto, a restare emarginate, cioè utilizzabili in aree geografiche ristrette, per quanto sovraffollate siano, a meno che non vengano imposte con la forza ad aree più estese, diverse da quelle originarie, come facemmo noi col latino o gli ellenici col greco. 
Oggi la lingua ufficiale è quella dei mass-media audiovisivi, molto standardizzata, di facile comprensione, simile alla pubblicità (dove le subordinate quasi non esistono, essendo sufficiente soggetto e predicato).
Perciò non è la massa ad inventare buoni termini o a storpiarne le varie etimologie. Questa epurazione silenziosa è voluta dall'alto.

Vediamo alcuni esempi dove il vero significato viene manipolato e diffuso con differenti accezioni.

TORTURA, esempio scelto con oculatezza perché nel nostro paese è entrata in vigore una nuova legge che riguarda proprio il reato di tortura.
Siamo sicuri però che la legge condanna il vero reato di tortura oppure un differente reato in quanto è stato modificato il significato ancestrale?(fonte: riflessioni sul mondo)

Dal vocabolario Treccani:
tortura s. f. [dal lat. tardo tortura, propr. «torcimento», der. di torquēre«torcere», part. pass. tortus]. –
1. Ant. nel sign. etimologico di torcimento o torcitura, per indicare sia l’atto del torcere sia il punto in cui qualche cosa è torta, piegata in curva o a gomito […].
2.
a. L’azione, il fatto di torcere le membra a un imputato o a un reo, per indurlo a confessare o per punizione. Per estens., t. legale o giudiziaria, e istituto giuridico della t., attuati dall’antichità fino all’Ottocento (oggi ripudiati, almeno formalmente, da tutti gli stati), e consistenti in varie forme di coercizione fisica applicate a un imputato, più di rado a un testimone o ad altro soggetto processuale, allo scopo di estorcere loro una confessione o altra dichiarazione utile all’accertamento di fatti non altrimenti accertati, dei quali si debba tener conto nel definire il giudizio […].
b. estens. e fig. Qualsiasi forma di coercizione, anche solo morale, avente gli stessi scopi […]; oppure, qualsiasi violenta coercizione per ottenere indicazioni di vario genere, fuori dell’àmbito giudiziario […] o ancora, qualsiasi sevizia o atto di crudeltà, o come fine a sé stessi, per mera brutalità, o come forma legale di pena corporale […]. Con uso fig., grave e prolungato patimento fisico o morale (cfr. tormento), o, per iperbole, molestia assai grave […].

La legge italiana non si è basata sul significato originale di tortura (significato a.), ma ha deciso di perseguire, in modo forte e risoluto, i personaggi dei telefilm (significato b.).Non è una differenza da poco. Si sono addirittura inventati una nuova definizione di tortura: più atti di violenza o minaccia. Dunque se torturo qualcuno solo per qualche ora, non è tortura. Capite che qui la lingua italiana si trova in difficoltà, per lo meno fino a quando non sarà completato il bipensiero orwelliano.

Nel mio libro descrivo la differenza di interpretazione del termine "Populista".

Un altro gruppo di parole dove viene attuata una forte azione di omertà riguardano lo stato familiare.
Parlare di matrimonio, di moglie e marito, oggi sembra quasi obosleto. In realtà poiché deve essere portato avanti il movimento gender, ossia la snaturalizzazione del sesso di nascita di un individuo, i giornalisti usano termini vaghi compagno e compagna al posto di moglie e marito. 
Oggi si parla del “matrimonio egualitario”, ovvero il “matrimonio” omosessuale. 
Il matrimonio, per definizione, è tra un uomo e una donna. In questo caso invece se ne estende indebitamente il significato, applicandolo a situazioni del tutto diverse. Tanto che poi, quale logica conseguenza. si arriva a parlare di adozioni gay (e la stessa parola “gay” non dovrebbe aver nulla a che vedere con l’omosessualità). Chi si oppone a questa nuova "forma mentis" viene tacciato di OMOFOBIA
Attualmente viene vietato l'uso di determinate parole al femminile come direttore, ricercatore studente o dottore, e ne vengono coniati di nuovi anche ridicoli come Ministra. Viene omesso l'articolo prima di un nome per renderlo asessuato. Per indicare il sesso di appartenenza si usa il termine genere. Il sesso indica lo stato di natura, il genere lo stato mentale.
Esiste il psicoreato, ossia parole sgradite che per il momento è meglio evitare ma più avanti diventeranno motivo di persecuzione da parte dell'organo vigilante.

Alcune terminologie sgradite al sistema dittatoriale del nuovo ordine mondiale, che se non avete ancora ben capito non deve arrivare perché già in atto troviamo:

utero in affitto, meglio usare procreazione medicalmente assistita”, o PMA. In certi Paesi, come ad esempio il Canada, chi vi ricorre è passibile di ammenda: si deve dire “gestazione di sostegno”.

I colpi di Stato, dietro ai quali c'è lo zampino della CIA, vengono definiti primavere, e così abbiamo assistito alla primavera araba e a quella colorata, ad esempio.

Le emittenti televisive e tutti i media che seguono le posizioni atlantiste occidentali vengono definiti "Giornali liberi", di contro quelli che provano a dire in modo differente sono chiamati "Organi di Propaganda".

Gli Stati filo americani sono detti democratici mentre chi si oppone Stati Canaglia.
Le missioni di pace sono poi la presa in giro per eccellenza. Non esistono missioni di pace, sono tutte azioni di guerra volute e condotte dagli Stati Democratici dove se non ci si adegua ai loro dicta sei perseguibile di Trattamenti Sanitari obbligatori.

Stiamo vivendo il periodo dell'oscurantismo e tutti coloro che preferiscono non guardare saranno non testimoni passivi ma attori e responsabili di questo cambiamento che porterà sull'intero pianeta una dittatura globale.

La nostra mente è sotto attacco quotidiano, bisogna svegliarsi e avere il coraggio di affrontare la realtà per dura e amara che sia.
Non sapere non significa essere risvegliati e vivere nel positivo bensì essere struzzi.
Solo conoscendo la Verità potremo essere liberi.




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